Storia

D’Avenza, vocazione fashion La Simon Ackermann inizia nel 1896 la sua produzione fondando una industria di abbigliamento con la quale lo stesso Ackermann realizzò la sua intuizione di fondere insieme altissima qualità sartoriale al processo seriale, ispirando in seguito il lavoro del figlio Myron, coadiuvato dal fratello Raymond, che raccolse la forte eredità culturale del padre fondando nel 1935 la Chester Barrie in Inghilterra e in seguito la d’Avenza nel 1957 a Carrara, rilevando la precedente azienda Abital. L’acquisizione ha dell’incredibile; infatti venne rilevata dai fratelli Ackerman al solo costo di un dollaro, a patto che potessero dare lavoro a più di cinquecento operai del territorio. L’idea innovativa da parte di Myron Ackerman fu mettere a disposizione la sua competenza nella confezione di abiti maschili di alto livello con la lavorazione artigianale dell’alta sartoria per un prodotto allora destinato alla distribuzione internazionale negli Stati Uniti, da qui la specializzazione di d’Avenza nei pesi leggerissimi dei tessuti impiegati. Nel caso della d’Avenza si tratta infatti di una sofisticata alchimia tra il processo in serie di origine americana, le tradizionali competenze sartoriali inglesi e la manualità italiana, ottenendo come risultato un capo innovativo e di gran classe. Tutto questo unito alla qualità dei tessuti e degli interni leggerissimi, motivate dalle esigenze del mercato USA a cui era destinato inizialmente il prodotto d’Avenza. Oggi, la preziosa eredità d’Avenza è salvaguardata dall’imprenditore tessile Renato Cecchi, che si è impegnato a perpetuare l’eccellenza del marchio e del prodotto in ambito nazionale e internazionale arricchito da una stretta e sinergica collaborazione con la Rifinizione Santo Stefano della stessa prioprietà.

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